Gussola - 09 marzo - Grave atto vandalico alla scuola media di Gussola in via Gramsci. La scuola è stata dichiarata inagibile e i 120 studenti, da giovedì, saranno trasferiti a Solarolo Rainerio, presso la scuola elementare del paese, vuota da qualche tempo.
Il grave episodio si è verificato intorno alla mezzanotte di ieri. Ignoti sono entrati nel plesso scolastico dopo aver forzato una porta sul retro con un piede di porco. Sono saliti al primo piano e hanno attaccato delle canne di plastica ai rubinetti del bagno allagando il corridoio e alcune aule. Poi sono scesi al piano di sotto e hanno dato fuoco al gabbiotto del bidello. Lì hanno incendiato la scrivania. Il fuoco ha intaccato le pareti, il controsoffitto, provocando dei crolli. L'allarme è stato dato da alcune persone che abitano vicino alla scuola. Hanno detto di aver sentito delle piccole esplosioni. Sono andati in frantumi i vetri e le pareti della aule sono tuttte annerite. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco che hanno prontamente spento l'incendio. I danni sono ingenti. Stamattina, quando hanno effettuato un sopralluogo, il comandante dei vigili del fuoco, il comandante della compagnia dei carabinieri di Casalmaggiore, il prefetto, la dirigente scolastica e il presidente della Provincia aleggiava nell'edificio una soffocante puzza di bruciato. E' stata riconosciuta l'inagibilità della scuola. Per questo è stato deciso di sfruttare l'edificio scolastico delle scuole elementari di Solarolo Rainerio, svuotato da poco tempo per una razionalizzazione degli edifici scolastici. I 120 alunni delle cinque classi delle medie riprenderanno l'attività scolastica a partire da giovedì. Il Comune ha predisposto anche l'organizzazione del trasporto.
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Cremona - 09 marzo - Il 25 giugno del 2008, Aldo Bruscia, 54 anni, autotrasportatore in proprio, originario di Gemmano, in provincia di Foggia, residente a Rimini, era stato travolto e schiacciato sotto sette quintali di una rotoballa di fieno scivolata da una pila che avrebbe dovuto essere scaricata dal camion della vittima. Per quell'infortunio mortale, accaduto verso le 10 del mattino nella sede dell'Associazione nazionale allevatori frisona italiana (Anafi) di via Bergamo, il giudice Pierpaolo Beluzzi ha rinviato a giudizio due persone: si tratta di Gianni Guarneri, consulente esterno e responsabile per l'Anafi del servizio prevenzione e protezioni infortuni, difeso dall'avvocato Cesare Gualazzini, e di Maurizio Garlappi, presidente del comitato direttivo Anafi, assistito dall'avvocato Giuseppe Sgargi. La famiglia della vittima, la moglie, le tre figlie, i due fratelli e la mamma, si è invece costituita parte civile attraverso l'avvocato Luca Greco del foro di Rimini, che come risarcimento danni ha chiesto una somma di un milione e 700 mila euro. Per Guarneri e Garlappi, il processo si aprirà il prossimo 6 ottobre. L'infortunio sul lavoro era accaduto nel cortile dell'Anafi. Due operai dell'azienda cremonese, uno a terra e l'altro su un muletto, avevano tolto la sponda di contenimento del camion e avevano cominciato a scaricare le rotoballe. Bruscia era dalla parte opposta del mezzo. Secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia giudiziaria dell'Asl, sarebbe stato lo stesso Bruscia, molto probabilmente per dare una mano ai due operai, a sganciare la sponda di contenimento dall'altra parte del camion. Una manovra che si era rivelata fatale per l'autotrasportatore pugliese, proprio perché fatta in contemporanea con le operazioni di scarico che erano in corso dalla parte opposta del mezzo. La stabilità delle rotoballe, infatti, era stata compromessa, facendo precipitare addosso a Bruscia la rotoballa in cima alla pila. Secondo quanto dichiarato dalla parte civile, "i due operai intenti a scaricare le rotoballe non avevano avuto un'adeguata formazione all'uso del muletto e le operazioni di scarico si erano svolte senza avere accuratamente valutato i rischi che quelle due diverse operazioni effettuate in contemporanea avrebbero potuto comportare". "Per di più la consulenza tecnica", ha sottolineato l'avvocato Greco, "ha stabilito che quelle balle, per cadere, avrebbero dovuto per forza essere state toccate da qualcuno o da qualcosa, come ad esempio le pale del muletto".
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Cremona - 09 marzo - A detta degli esperti chiamati ad esaminare tutto il materiale sequestrato, le maglie "Fred Perry" avevano le zip non personalizzate, in quelle "Polo Ralph Lauren" il ricamo del logo del giocatore di polo stilizzato c'erano piccole imprecisioni, nelle scarpe Gucci il logo "GG" era più grande rispetto all'originale, le "Nike" fatte con materiali non conformi agli standard qualitativi usati dalla casa madre e quelle Bikkemberg con il plantare senza il codice
numerico. I pantaloni "Dolce&Gabbana", addirittura, non facevano parte di alcuna collezione dell'azienda. In tutto 137 gli abiti e le calzature contraffatti, ma realizzati così bene da ingannare l'acquirente. Secondo l'accusa, capi ricettati. Per il reato di ricettazione, Giancarlo Vittorio Barone, 63 anni, di Cremona, libero professionista, ha patteggiato una pena di un anno e quattro mesi di reclusione. Alle quattro del pomeriggio del 31 ottobre 2006, sull'A21, nel parcheggio di sosta retrostante l'area di servizio Cremona Nord, l'imputato era stato sorpreso dagli uomini della polizia stradale di Cremona mentre era intento a scaricare merce. Mentre Barone ha deciso per il patteggiamento, il processo prosegue nei confronti dell'altro imputato, Giovanni Francesco Taboni, 61 anni, di Breno, in provincia di Brescia, imprenditore della ditta Elle e srl. Ai fini della decisione, il giudice Massimo Vacchiano ha ritenuto necessario disporre una perizia sui capi di abbigliamento sotto sequestro, ed ha affidato l'incarico all'esperto di Prato Armando Badiani. Il perito sarà nominato all'udienza del prossimo 4 maggio. Per contrastare il fenomeno dei furti in autostrada, agenti in borghese e in servizio su un'auto civetta, nel transitare sul piazzale, avevano visto un furgone Mercedes Vito e una Fiat Punto parcheggiati l'uno accanto all'altro. La loro attenzione era stata attirata da due persone impegnate a trasbordare degli scatoloni da un veicolo all'altro. In particolare, Taboni era indaffarato a scaricare dal proprio furgone uno scatolone pieno di indumenti e un sacchetto di cellophane che stava per passare a Barone. Nessuno dei due era riuscito a fornire indicazioni ai poliziotti della stradale che avevano chiesto spiegazioni sulla provenienza della merce, né erano in possesso di alcun documento fiscale circa la commercializzazione degli indumenti che poi erano stati sequestrati. Complessivamente, cento maglie Fred Perry, venticinque scarpe Bikkemberg, un paio di scarpe Nike, tre maglioni, cinque camicie Ralph Lauren, e due paia di scarpe Gucci. Vestiti e scarpe che gli inquirenti avevano affidato ai consulenti di parte per verificarne l'effettiva contraffazione.
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Cremona - 08 marzo - Intensa attività della squadra antidegrado della polizia municipale. In occasione della festa della donna sono stati sequestrati in mattinata 100 mazzi di mimose in via Solferino, l'extracomunitario si è dato però alla fuga.
Nel pomeriggio altri cento mazzi sequestrati ad altri due extracee davanti all'ospedale e in piazza Cadorna. I due extracomunitari (titolari di licenza) in questo caso sono stati sanzionati per aver esercitato la vendita di mimose in spazi non autorizzati e senza pagare l'occupazione del suolo pubblico. Sanzione di 1000 euro.
I fiori sono stati donati alle ospiti dell'ospizio Soldi.
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